Inaugurazione MELARIO QUOTIDIANO Intervista al fotografo Armando Boselli:
Sono state ricche di entusiasmo e vitalità le tre giornate inaugurali della mostra Melario Quotidiano di Armando Boselli al Mercato del Tricolore.
Presente anche l’azienda agricola Api Libere, soggetto di alcuni scatti di Armando, con l’assaggio dei loro mieli, l’arnia didattica per i bambini e l’esposizione delle piante aromatiche amiche delle api.
Ma, da dove è nata l’idea del progetto e come si inserisce nel tema di Fotografia Europea 2026, “Fantasmi del Quotidiano”? Abbiamo intervistato Armando al Mercato perché ce lo potesse raccontare.
Come nasce l’idea della narrazione di questa mostra?
L’idea nasce dal desiderio di raccontare ciò che sta dietro a un gesto quotidiano, come è quello di cucinare o mangiare. Spesso ci soffermiamo sul prodotto finito e raramente pensiamo al percorso che lo rende possibile. Ho voluto costruire una narrazione che seguisse questo sentiero, dalla campagna fino alla cucina, mettendo al centro non tanto il prodotto, quanto le persone, i tempi e i gesti che lo accompagnano.
Hai un’esperienza personale che ti lega al tema scelto?
L’esperienza personale nasce dal lavoro in cucina, dove ho spesso l’opportunità di utilizzare prodotti provenienti da piccole aziende agricole. Questo mi permette anche di avere un contatto diretto con chi li produce: sono sempre curioso e attento a scoprire cosa c’è dietro ogni alimento. Da qui è nato un vero e proprio percorso personale, che mi ha portato anche a fotografare i diversi passaggi che avvengono all’interno delle aziende agricole.
Qual è il tuo significato di “rendere visibile l’invisibile” e come lo manifesti attraverso queste immagini?
Io lo intendo come spostare lo sguardo su ciò che normalmente resta ai margini: le mani che lavorano, le attese, gli strumenti, i passaggi intermedi. Tutto ciò che non compare nel momento finale, ma che è essenziale. Attraverso la fotografia cerco di dare spazio a questi elementi, costruendo immagini che non siano solo descrittive, ma che invitino a soffermarsi su ciò che spesso sfugge.
In che modo la fotografia può restituire valore ai gesti quotidiani che spesso diamo per scontati?
La fotografia ha la capacità di fermare il tempo e isolare un singolo momento. Quando un gesto viene estratto dal flusso continuo della quotidianità e osservato da vicino, acquista una nuova intensità. Da questo può emergere la cura, la competenza, la dedizione e aprirsi ad un altro significato, un altro valore.
Il Mercato del Tricolore è parte integrante del progetto: che ruolo ha nello sviluppo della mostra?
Il Mercato rappresenta il punto di arrivo naturale del racconto. È il luogo in cui tutti i passaggi precedenti trovano una sintesi e diventano relazione diretta tra chi produce e chi consuma. Inserire la mostra all’interno del Mercato significa chiudere il cerchio: le immagini dialogano con il contesto reale, permettendo al pubblico di riconoscere concretamente ciò che ha visto nelle fotografie e cambiare il modo di relazionarsi al cibo.
Cosa ti auguri che il pubblico porti con sé dopo aver visto la mostra?
Mi auguro che l’osservatore sviluppi uno sguardo leggermente diverso, più attento e anche più curioso. Anche solo una maggiore consapevolezza di ciò che c’è dietro a un gesto quotidiano come nutrirsi. Se dopo la visita qualcuno si fermerà un attimo in più a pensare all’origine di ciò che consuma, allora il lavoro avrà raggiunto il suo obiettivo.
Dopo questo lavoro, è cambiato il tuo modo di guardare il cibo e chi lo produce?
Quello che mi auguro accada a chi guarda le immagini, è accaduto in me. Il lavoro ha reso ancora più evidente la complessità e la ricchezza che stanno dietro e dentro a ogni prodotto.
Ma ho maturato anche un rispetto più profondo per il tempo, l’attesa e il ritmo dettati da una volontà superiore. È uno sguardo che resta anche oltre il progetto.
Grande entusiasmo dei visitatori al Mercato del Tricolore
Grande entusiasmo dei visitatori, che hanno sviluppato uno sguardo leggermente diverso, più attento e anche più curioso verso questo mondo ancora in parte estraneo ai più. Gli scatti sono stati un ottimo spunto per parlare di tutto ciò che lega il prodotto finito al lavoro artigianale dei produttori agricoli: cosa c’è dietro ogni passaggio dietro ogni fermo immagine
Importante anche la presenza delle Donne Coldiretti che, in visita alla mostra, hanno ulteriormente arricchito l’esperienza, portando le loro personali storie da donne imprenditrici in agricoltura.
Se dopo la visita qualcuno si fermerà un attimo in più a pensare all’origine di ciò che consuma, allora il lavoro avrà raggiunto il suo obiettivo.
Ringraziamo quindi tutti i visitatori, curiosi ed appassionati che sono per l’occasione al Mercato del Tricolore di Reggio Emilia.
Informazioni utili sulla mostra
La mostra fotografica sarà visitabile fino al 13 Giugno compreso.
Orari e giorni di apertura: dal Mercoledì al Sabato, dalle 09.00 alle 15.00.
Vi aspettiamo numerosi!









