IN CANTINA DA GALEOTTI LUIGI
La vendemmia nella puntata di Agri7
Siamo stati in azienda da Luigi Galeotti, viticultore e produttore della rete di Campagna Amica, insieme alla troupe di Agri7, per capire cosa accade in azienda durante il periodo della vendemmia in un anno segnato dalle conseguenze del cambiamento climatico.
Ci troviamo in vigna, circondati dalle querce secolari, presenti già dal 1918, quando il nonno di Luigi acquistò il terreno.
Come nasce l’azienda?
L’azienda agricola l’ho ereditata dai miei genitori che erano produttori di Parmigiano Reggiano D.O.P.
Nel 2000 ho deciso di convertita per la viticoltura, la mia passione, che però già 20 anni fa non era fonte di reddito. Da lì nasce l’idea di fare anche la cantina in azienda: una scelta impegnativa, ma anche la svolta per poter continuare l’attività agricola.
L’azienda infatti è un’azienda piccola, a conduzione famigliare: 5 ettari di cui 2 di vigneto e il resto suddiviso fra foraggio e coltivazione di zucche, patate e pomodori. E’ talmente piccola che non abbiamo le quantità per giustificare il conferimento in una cooperativa o un’altra cantina del territorio. Se avessimo continuano a conferire non avremmo potuto fare reddito dall’attività agricola. I prezzi tutt’ora sono bassi e assolutamente non remunerativi.
Cosa si coltiva nel tuo vigneto?
Coltiviamo Spergola, Ancellotta, Lambrusco salamino, Marzemino Emilia, Lambrusco maestri e il Cabernet sauvignon, per poter fare anche una tipologia di vini fermi.
Si parla tanto delle problematiche legate al cambiamento climatico e alla siccità. Voi come vi ponete nei confronti di queste problematiche?
E’ stato un anno molto difficoltoso, potevamo solo immaginare come sarebbero andate le piogge. Caldi estremi di questo tipo portano sotto stress la pianta e abbiamo dovuto cambiare in corso d’opera la gestione della vite.
La potatura verde e la trinciatura sono state fatte a fine Agosto, avanti rispetto agli altri anni. Abbiamo lasciato il cotico erboso sempre a contatto, per evitare che il sole battesse sul terreno vuoto e abbiamo mantenuto l’erba per trattenere più umidità possibile. Siamo dovuti ricorrere a tre irrigazioni invece che una e anticipatamente, da Giugno, con un conseguente aumento dei costi di gestione.
Noi facciamo dei vini particolari, rifermentati in bottiglia, difficoltosi dato che la produzione è in biologico e richiede assoluto equilibrio. Ci devono essere insieme: i gradi giusti, un pH basso, un’acidità elevata. Per avere sotto controllo la curva di maturazione, ogni due giorni venivamo nei campi per controllare l’acidità, se il grado di zuccheri rimaneva stabile o aumentava.
Un lato positivo? Dal punto di vista sanitario, l’uva è perfetta: con questo caldo non si sono sviluppate malattie fungine e sono stati fatti un 30/35% di trattamenti in meno, in ultimo solo zolfo e zeolite per combattere le bruciature e l’oidio.
Con la vendemmia si è partiti prima?
Si, con la vendemmia siamo partiti il 18 Agosto, mai successo prima e siamo ormai alla fine. La difficoltà sta proprio nell’avere un prodotto equilibrato in un lasso di tempo così breve.
La vendemmia è fatta a mano?
Si, tutta a mano e con cura. Ogni grappolo deve essere selezionato: utilizzando solo lieviti indigeni le uve non possono essere guaste e devono essere belle anche visivamente.
Vendemmiamo solo il mattino prestissimo: i grappoli di Spergola, bianchi, i primi vendemmiati, non riuscivamo quasi a vederli, anche con i fari dei trattori. Andiamo avanti fino alle 10 del mattino al massimo, dopo diventa troppo calda l’uva e troppo caldo anche per noi.
Oggi è un’eccezione. Vendemmiamo tardi perché finalmente ieri sera è piovuto e l’uva bagnata non si può raccogliere. Alla fine a comandare è sempre la natura!
Dalla pianta ai secchi, dai secchi al carro e dopo direttamente in cantina, a pochi centinaia di metri.
In cantina siamo infatti accolti da un intenso profumo di mosto che sta fermentando e trasformandosi in alcol.
Tutte le mattine, viene riempito un carro da 20/22 quintali di uva. Come portiamo l’uva in cantina viene pigiata immediatamente, poi il mosto viene messo subito a temperatura controllata, specialmente negli ultimi anni, in alternativa è impossibile fare un prodotto di qualità. Cerchiamo di mantenere il mosto raffreddato sui 16-18 gradi per permettere alla fermentazione di non scaldare il prodotto. Perché come si scalda il mosto si ossida e se si ossida perde profumo.
E quindi, chi ti ha insegnato a fare il vino?
Tanta passione e qualche corso, ma anche tante prove, errori e grazie ai clienti che sono tornati anche quando il prodotto non era eccellente. Poi si migliora.
Noi oggi produciamo vini rifermentati in bottiglia, con lieviti indigeni e tutti biologici. Un prodotto d’eccellenza per il territorio.
Dove acquistare il vino della cantina Galeotti Luigi:
- Al Mercato del Tricolore in corso Garibaldi 23/B, in centro a Reggio Emilia.
Nello scaffale enoteca, dal mercoledì al sabato, dalle 08.30 alle 14.30.
- Punto vendita aziendale di Campagna Amica, in via Beltrami 4 a Rivalta.
Qui potete anche acquistare: zucche e pomodori freschi, conserve di pomodoro, zucca e cipolle, salse pronte, Aceto Balsamico e da condimento, Saba, il mosto fresco e sugo d’uva (Settembre), e il vino in damigiana (Febbraio/Marzo).
- Al mercato del contadino di Piazza Fontanesi, tutti i Sabato mattina.
- Fiere occasionali (Fermento Emilia, la Giarèda, Prosperino e San Prospero).





